Il borgo.

 

Castelmezzano è un comune della provincia di Potenza incastonato tra le Dolomiti Lucane; grazie a un certo equilibrio costituitosi tra il centro abitato e le componenti naturali, rispettando il paesaggio circostante, è stata definita città-natura ed inserita nel club de I borghi più belli d’Italia. L’arrivo nel piccolo borgo desta meraviglia, in quanto dopo aver superato la galleria, appare come un presepe arroccato sulle rocce. La struttura urbana del borgo è tipicamente medievale, un agglomerato concentrico di case con tetti a lastre di pietra arenaria incastrate in una conca rocciosa. Piazza Emilio Caizzo è il centro della vita cittadina, qui si erge la chiesa madre di Santa Maria dell’Olmo con la sua maestosa facciata in stile romanico, rivestita con pietra locale a faccia vista e scandita da quattro colonne ed un architrave decorato da fiori, leoni e aquile a due teste. Al centro della facciata vi è una nicchia che ospita l’affresco di San Rocco, protettore del paese. L’interno, a navata unica, custodisce numerose opere di alto valore artistico tra cui, la scultura lignea della Madonna dell’Olmo, databile alla fine del XIII secolo, e la tela della “Sacra Famiglia” firmata da Giovanni De Gregorio detto il Pietrafesa, natio dell’odierna Satriano di Lucania, uno dei massimi esponenti della cultura pittorica lucana tra tardo manierismo e barocco. I ruderi del castello, di probabile epoca normanna anche se le notizie sulle origini sono poche ed incerte, oggi sono ancora visibili ; altrettanto visibile è la lunga e ripida scalinata scavata nella roccia che porta ad un probabile posto di vedetta, da dove era possibile sorvegliare la sottostante vallata del fiume Basento. Degni di essere menzionati sono anche i palazzi storici del borgo: Palazzo Ducale e Palazzo Coiro. Il Palazzo Ducale, ubicato nelle vicinanze del castello e databile al XVIII secolo, era la dimora della guarnigione del duca; appartenuto ai De Lerma, ultimi signori di Castelmezzano presenta sulla facciata principale un maestoso portale con grosse bugne sovrastato da un grande loggiato. . Palazzo Coiro, situato alle spalle della chiesa madre fu costruito nel XIX secolo; sulla facciata, che si apre sulla strada principale, presenta un portale in pietra locale e vari balconi sorretti da mensole e ringhiere in ferro battuto di pregevole fattura.
Ogni anno a settembre, in occasione delle celebrazioni religiose in onore di S. Antonio, si rivive una delle tradizioni più antiche: la festa del “Maggio”, che rappresenta un inno alla fertilità della terra, attraverso il rituale dell’unione di un tronco di cerro e di una cima di agrifoglio festosamente trasportati dal bosco al paese, il primo trainato da coppie di buoi, la seconda a spalla dai giovani del paese. La festa termina in paese dove cima e tronco vengono uniti e innalzati al passaggio di Sant’Antonio durante la processione.
Fuori dal paese, sentieri, scalinate e ponticelli in pietra permettono di raggiungere la vallata del Caperrino, caratterizzata dalla presenza di resti di antichi mulini costruiti a secco i cui tetti sono realizzati con lastre di pietra locale dette “chiang” nel dialetto locale. Dalla vallata, attraversando un ponte in pietra ad arcata unica, forse di epoca romana, è possibile risalire e raggiungere la vicina Pietrapertosa. Castelmezzano rientra nell’area del Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane che offre oltre alle incontaminate bellezze paesaggistiche, tracce di una storia millenaria per la presenza delle mura megalitiche dell’insediamento lucano di Croccia Cognato del IV sec. a.C..

Il Volo dell'angelo.

 

Da Castelmezzano è possibile raggiungere il borgo di Pietrapertosa, e viceversa, effettuando il Volo dell’Angelo. Al di sopra delle Dolomiti Lucane, un cavo d’acciao sospeso tra le vette di due paesi, permette di effettuare e vivere un’emozione unica. Il visitatore, imbracato e agganciato al cavo di acciaio con tutta sicurezza, per qualche minuto,verrà librato nell’aria e godere dell’ebbrezza del volo. Un’avventura a contatto con la natura e con il paesaggio unica in Italia, alla scoperta della vera anima del territorio. L’ebrezza del volo si potrà provare su due linee differenti il cui dislivello è rispettivamente di 118 e 130 mt. La prima, detta di San Martino che parte da Pietrapertosa (quota di partenza 1020 mt) e arriva a Castelmezzano (quota di arrivo 859 mt) dopo aver percorso 1415 mt raggiungendo una velocità massima di 110 Km/h. La linea peschiere, invece, permetterà di lanciarsi da Castelmezzano (quota di partenza 1019 mt) e arrivare a Pietrapertosa (quota di arrivo 888 mt) toccando i 120 Km/h su una distanza di 1452 metri!

Le dolomiti Lucane e Il Percorso delle sette pietre.

 

Le Dolomiti Lucane, si levano come giganti nel cuore della Basilicata con spettacolari guglie e sagome che hanno suggerito nomi fantasiosi come l’aquila reale, l’incudine, la grande madre, la civetta. Sono montagne la cui nascita risale al periodo del Miocene medio circa 15 milioni di anni fa durante il quale si formarono in fondo al mare le arenarie che oggi ne costituiscono le rocce. Il gruppo di montagne più elevato è quello della Costa di S. Martino chiamato Piccole Dolomiti in quanto ricorda le caratteristiche delle famose Pule Trentine. Altrettanto importanti sono i picchi delle Murge di Castelmezzano e le guglie di Monte Carrozze.
Il percorso delle sette pietre, è un progetto che recupera un antico sentiero contadino di circa 2 km, che collega i Comuni di Pietrapertosa e Castelmezzano e che si sviluppa su quote variabili: da 920 metri a Pietrapertosa scende fino a 660 metri nella valle attraversata dal torrente Caperrino e risale a 770 metri a Castelmezzano. Il percorso trae ispirazione dai racconti, tramandati oralmente fra le generazioni e dall’immaginario collettivo su cui si fonda il testo Vito ballava con le streghe di Mimmo Sammartino (Sellerio editore Palermo). Lungo il sentiero la narrazione si traduce in forme visive, sonore ed evocative e diventa una storia incisa sulla pietra. Le tappe sono 7 e ciascuna di esse propone una parola chiave che restituisce il senso del racconto: destini, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo, delirio. È nella tappa centrale -streghe-
che al visitatore viene proposta l’intera storia, attraverso elementi di
suggestione scenografica e sonora.